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In ricordo di Massimo Mazzetto

Massimo Mazzetto, padovano di nascita, iniziò la carriera cestistica in serie B nel Petrarca Padova, società in cui aveva iniziato la sua formazione giovanile. Con la Viola allenata da Gianfranco Benvenuti nella stagione 1985/86 indossò la maglia numero 14 collezionando 30 presenze. Alla fine di quella stagione, ormai promessa  del basket italiano, ottenne  la convocazione in Nazionale maggiore come riserva a casa dei Mondiali 1986 in Spagna.
La sera del 17 giugno 1986 Massimo, a Reggio in compagnia di alcuni amici, stava rientrando a casa per vedere una delle gare dei mondiali   e nel tentativo di superare un’automobile parcheggiata lí dove si univano via Reggio Campi e via Possidonea, saltò oltre un muretto perdendo l’equilibrio  e cadde da un’altezza di circa nove metri.

La caduta  gli  fu  fatale  e il giorno successivo a seguito delle lesioni  riportate il talentuoso cestista  si spense.

La maglia numero 14 indossata dal giovane Massimo nella sua stagione di permanenza a Reggio  Calabria,  venne negli anni successivi ritirata dalla società neroarancio.

Massimo, durante il suo breve passaggio terreno ha lasciato in quanti lo hanno conosciuto  un ricordo indelebile: ogni anno a Padova   il Torneo Nazionale “Massimo Mazzetto” giunto alla 38 esima edizione, celebra la sua memoria.
Allo sfortunato e giovane cestista è intitolato il palazzetto dello sport del centro di allenamento del Pianeta Viola ”PalaMazzetto”, struttura appena riaperta e restituita finalmente al basket e alla città di Reggio Calabria.

Di recente, a seguito della vandalizzazione della stele in  ricordo di Mazzetto  posta in largo Botteghelle, il Comitato “Massimo Mazzetto”, presieduto  da Andrea Mazzetto fratello di Massimo , ha provveduto in sinergia con il Comune di Padova e la Città Metropolitana di Reggio, anche grazie al contributo di diverse società sportive tra cui la Pallacanestro Viola,  a porre  nella zona del Water Front cittadino  “Il
dono” statua bronzea realizzata dall’artista  Katrin Pujia, su cui sono state incise le parole di un tema di Massimo, in cui il cestista padovano esprime i propri valori e attraverso la loro descrizione (amicizia, amore, rispetto per se stessi e la propria attività e l’avversario) testimonia  le proprie virtù morali.
L’opera “Il dono” unisce simbolicamente le due città gemellate nel ricordo dell’indimenticata promessa del basket nazionale, simbolo di un esempio virtuoso di passione per la pallacanestro e di entusiasmo giovanile.
Ricordiamo Massimo ancora oggi a distanza di molti anni, chiaro  esempio  per le future generazioni:
eterno e indimenticabile numero  14 neroarancio.

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