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Cigarini carica la sua Myenergy:”Basta ragionare, dobbiamo correre e fare canestro”.


Il Coach della Myenergy Federico Cigarini è stato ospite a “Momenti neroarancio”, format televisivo in onda sulla Tv Ufficiale del Club Videotouring.
Ecco le sue impressioni:

-Un commento sulla sfida di Barcellona.

“Partiamo dal presupposto che secondo me stavamo giocando il miglior basket del campionato e lo abbiamo fatto per tre mesi e mezzo, quattro.
Oltre che giocare bene, abbiamo sempre dato tutto ad altissima intensità.
Dunque, ci può stare un momento di flessione e di pausa.
La prima sconfitta delle due con Sala Consilina, sono sicuro sia dovuta anche allo spreco di energie che abbiamo speso due giorni prima vincendo a Capo D’Orlando.
I campani hanno tirato 17 su 34 da tre punti: noi non eravamo freschi.
A Barcellona, invece, l’abbiamo fatto di proposito – scherza- per capire se la gente ci vuole realmente bene e verrà domenica al Palazzetto per sostenerci contro Milazzo e successivamente nella nuova gara interna da giocarsi sempre al PalaCalafiore contro Fortitudo Messina.
Non è successo nulla di grave: a trenta secondi dal termine abbiamo avuto la palla per pareggiare a cospetto di una mastodontica cornice di pubblico locale.
Non dimentichiamoci che a Barcellona hanno vinto solo due squadre.
Eravamo la squadra che aveva un record migliore in trasferta: non siamo riusciti a portarla a casa ma, a dirla tutta, abbiamo avuto una settimana tribolata, non è un alibi, ma è andata così.
Noi non dobbiamo vincere il campionato, non lo abbiamo mai dichiarato: le squadre che devono vincere il campionato sono Orlandina, Ragusa e Piazza Armerina.
Il nostro compito è riportare entusiasmo, coinvolgendo, divertendo e mettendoci passione.
La passione l’abbiamo già riportata in questi mesi, ci stiamo divertendo, tutto quello che verrà di più è ben accetto”.

L’obiettivo nel breve periodo?

“Entrare nelle prime quattro.
Non conta la posizione, conta entrarci.
Non sarà facile anche se abbiamo quattro punti di gap.
La prossima partita con Milazzo potrà dare risposte importanti.
Attenzione alle altre: proveranno tutte a rafforzarsi”.

Il momento della squadra dopo queste due sconfitte?

“I problemi in una squadra ci sono e ci saranno sempre.
Vincendo sempre, tante problematiche sono rimaste nascoste.
Queste due sconfitte ci servono tantissimo per migliorare tante cose che non vanno, tanti dettagli da limare.
E’ un momento paradossalmente positivo perché abbiamo l’opportunità di risolvere situazioni che, nel caso inverso potevamo trascinarci.
Parlo del nostro modo di difendere, di interfacciarci tra di noi e non solo.
Non mi è piaciuta la difesa sui Pick and Roll:stiamo inserendo nuovi meccanismi per difendere meglio di squadra.
Non mi è piaciuto che ci siamo “snaturalizzati”: questa è una squadra che non deve pensare, non è tempo per questo.
Dobbiamo correre, saltare, segnare.
Servono ritmi alti, un gioco veloce e fare canestro.
Per pensare ci sarà tempo”.

Uno sguardo al futuro?

“Sarebbe bello poter pianificare a Reggio Calabria per tanti anni.
Costruire una base per il futuro e toccare con mano il loro miglioramento per poi, magari salire di categoria tutti insieme”.

Un pensiero sulla formula?

“Arrivare quinti non è un dramma.
Basta guardare la formula.
Paradossalmente, arrivando quinti ci saranno maggiori possibilità di arrivare alla terza fase e quindi fare i PlayOff con maggiore facilità.
Tutto può accadere, noi, ovviamente, dobbiamo pensare a vincere”.

Il nuovo Gm?

“Ho avuto modo di conoscere Fortunato Vita: persona competente.
Ci stiamo ricostruendo verso il futuro.
Quello è l’obiettivo.
Una figura pronta a strutturare ed organizzare nel club penso sia basilare per il nostro processo di crescita”.

La gente di Reggio?

“Reggio non è composta da gente, è un popolo.
Si sposta per far bene ed incitarci: è emozionante e ci stimola a fare sempre di più.
Sono veramente molto contento di allenare qui”.

Su cosa state lavorando nello specifico?

“Quando abbiamo giocato ragionando, abbiamo fatto male.
Non abbiamo i giocatori per dare la palla in post, per giocare rallentando,
Non siamo quella squadra.
A Barcellona questo è stato evidente: noi dobbiamo correre.
Piu avanti vedremo se sarà il caso di ragionare.
I nostri ragazzi, la maggior parte, arrivano da settori giovanili di squadre nazionali: è un gioco diverso, non è un gioco “senior”.
La nostra è una squadra che deve stare attiva: difesa e ripartenza”.

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